Piccolo Trekking del Tigullio _ seconda tappa

Santuario di Nostra Signora di Montallegro -Chiavari

Il Ritorno tra Storia e Salsedine

Dopo aver toccato il cielo a Montallegro al termine della prima tappa, il viaggio riprende laddove il mare torna a farsi sentire.

Dal Santuario decidiamo di scendere usufruendo della funivia ( per prezzi e orari vosota il sito della funivia ). In alternativa, proprio di fianco alla paretnza della stessa inzia il sentiero che in 1,5 ore circa di discesa porta a Rapallo.

Prima di rimetterci in cammino, ci concediamo un tributo alla storia: una sosta davanti al Castello delle Carceri, sentinella di pietra che veglia sulla passeggiata e sui vicoli stretti del centro storico, ammirando il mare di Maggio, i suoi profumi e rumori

Ci incamminiamo lungo Via Avenaggi, con il rumore del risciacquo delle onde alla nostra destra e l’eleganza degli stabilimenti balneari a farci da scorta. L’ingresso nel Parco Casale segna il passaggio verso una dimensione più verde; seguiamo i vialetti sovrastando l’Aurelia, con lo sguardo che indugia sui campi da mini-golf, fino a varcare la grande cancellata che ci riporta, per un istante, alla realtà caotica della statale.

La Scalata a Sant’Ambrogio

Attraversiamo con cautela l’asfalto e puntiamo verso l’alto. Le indicazioni per Sant’Ambrogio non mentono: la salita è lunga e ripida, una prova di forza per le gambe e le spalle che sorreggono lo zaino carico, anche se man mano che guadagniamo quota la pendenza si fa più dolce. Quando sbuchiamo sul piazzale della Chiesa, il respiro si ferma per un altro motivo: da qui, Santa Margherita Ligure appare come una cartolina lontana, un piccolo gioiello incastonato nel golfo che ci ha accompagnato fin dall’inizio.

Il cammino prosegue verso San Bernardo. Superiamo la storica Cappella di Sant’Isidoro e ci infiliamo in una viuzza pedonale che profuma di antico, puntando verso la Millenaria di San Pantaleo, una perla di fede cristiana che sembra sorvegliare il sentiero. Da qui, la gravità diventa nostra amica: una discesa decisa ci conduce verso Zoagli.

Nel Cuore di Zoagli: Tra Note e Gelato

Ritroviamo l’Aurelia nei pressi della galleria, ma solo per un attimo. Ci tuffiamo nel cuore del borgo percorrendo la Via Antica Romana, un sentiero che attraversa i secoli prima di aprirci le porte di Piazza XXVII Dicembre.

La piazza, dove un tempo risuonavano le voci di Battiato e Venditti sotto le stelle,offre una vista pazzesca. tra glia rchi il golfo con la cosat ligure incastonata in un quadretto dipinto. Tra il viavai dei bagnanti e l’azzurro limpido dell’acqua, respiriamo l’atmosfera vivace di Zoagli prima di riprendere la via.

La Sfida dei “5 Campanili”

Oltrepassato il ponte della ferrovia, il sentiero si fa di nuovo verticale. Seguiamo i paletti del percorso “5 Campanili”, un nome che evoca comunità e devozione. La salita verso San Pietro di Rovereto è dura, il calore si fa sentire e i muscoli iniziano a protestare.

L’Abbraccio Finale del Tigullio

Senza induguiare o ascoltare i muscoli delle gambe che gridano vendetta proseguiamo verso Sant’Andrea di Rovereto. Guardando verso il mare e la sua costa proviamo una strana sensazione di familiarità e realizziamo: “Tutto quello che vedo, l’ho percorso a piedi”. È un pensiero potente, che trasforma la stanchezza in orgoglio. All’andata avevamo sfiorato questi luoghi dall’alto; ora li carezziamo dal basso, sentendo la terra e la pietra sotto i nostri piedi.

Raggiungiamo nuovamente il Santuario delle Grazie, come si torna a trovare un vecchio amico. Attenzione però che, causa problemi strutturali il passaggio Aurelia-Santuario prima della galleria è interroitto e bisogna passare a piedi la rumorosa galleria. fortunatamnete vi è un piccolo marciapiede ma prestate grande attenzione. Da qui ci immergiamo un’ultima volta nel bosco di roveri, percorrendo a ritroso quel sentiero che all’inizio sembrava così impervio. Quando sbuchiamo sulla strada e le prime case di Chiavari ci danno il benvenuto, sappiamo di aver completato qualcosa di speciale.

Il cerchio si chiude. Davanti a noi, quel mondo dove tutto ha avuto inizio ci accoglie con il suo eterno splendore. Dal silenzio della mattina al rumore di un caldo pomeriggio ormai estivo.

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