GRAVEL TOUR Giro dei laghi della Brianza

Se volete fare un bel giro in gravel tra il laghi della Brianza senza complicarvi troppo la vita, questo itinerario fa decisamente al caso vostro.
Alla fine il bello del gravel è proprio questo: la varietà. Appena lasci l’asfalto e senti i sassi che scricchiolano sotto i tasselli, cambi subito ritmo. Ci sono tratti veloci sui laghi dove far correre la bici, qualche salita traditrice dove bisogna mettere un po’ di cavalli nelle gambe e qualche passaggio un pelo più guidato dove stare attenti a dove si mette la ruota davanti. Ma niente di assurdo, in Brianza ci si diverte e basta.
La traccia la trovate su Komoot ed è il classico percorso che incarna al 100% lo spirito gravel: un mix azzeccato tra asfalto scorrevole e sterrato vero, andando a scovare un po’ di angoli di verde e strade secondarie che spesso chi passa in macchina non sa nemmeno che esistano.
Siamo partiti da Lecco e, dopo un primo tratto d’asfalto verso Valmadrera (lì le varianti non mancano ma cosniglio sempre un buon caffe da “Zenzero e Cannella”), ci siamo agganciati alla ciclabile del lago che corre a fianco della SS36. Da lì in poi è un continuo entra-esci tra piste ciclabili, sterrati, strade bianche e qualche sentierino, fino ad arrivare a Montorfano, che è il giro di boa. Si pedala sempre bene senza fare numeri da circo, tranne per un single track nel bosco di trecento metri dove, diciamolo chiaramente, conviene mettere i piedi a terra e spingere la bici a mano senza farsi troppi problemi.
Per il ritorno da Montorfano c’è ancora un bel pezzo di sterrati e sentieri prima di riprendere le strade secondarie. Arrivati ad Erba noi abbiamo scelto di allungare verso Castelmarte per salire al Segrino e poi tuffarci verso Pusiano. Se però volete tagliare o fare un’altra strada, all’incrocio della Arosio-Canzo potete infilarvi verso Erba e tenere la strada alta passando da Eupilio fino a Pusiano.
Da li giù in piega verso casa.
Due dritte pratiche prima di partire:
- Pressione gomme: trovate un buon compromesso. Nella prima parte un po’ di grip in più serve, nella seconda farete molta più strada scorrevole quindi vi servirà meno tassello piantato per terra.
- Kit riparazione: portatevi dietro camera d’aria o kit per il tubeless. Tra rami, sassi e sottobosco la sorpresa è sempre dietro l’angolo.
- Traccia GPS: scaricatela sul Garmin o sul telefono prima di muovervi.
Casco allacciato, borracce piene e buone pedalate!

