Escursione al Rifugio Ombrega dall’Alpe Paglio

Pronti a muovere le gambe? La nostra meta è il Rifugio Ombrega, e si parte dall’Alpe Paglio. Ci arrivate comodamente in auto da Casargo o dall’Alta Valsassina. Arrivati lì, c’è un parcheggio che vi chiederà un piccolo tributo di 4 euro per l’intera giornata. Spiccioli in mano, un poco di pazienza alle macchinette malefiche e via!
Dall’Alpe Paglio al Larice Bruciato: la prima parte del sentiero
Sulla destra del parcheggio impossibile non notare un enorme cartellone giallo: è la vostra bussola. Imboccate la strada forestale lì accanto e, dopo appena 15 minuti di riscaldamento (senza fiatone, dai!), sarete già ai Piani delle Betulle (sì, lo stesso posto dove arrivano i “pigri” che prendono la funivia da Margno).
Attraversate i prati (che sembrano usciti da un cartone animato) e, sul lato opposto, infilatevi di nuovo nella comoda stradona che entra nel bosco. Pochi passi e voilà: ecco l’Alpe Ortighera. Un gruppetto di baite super graziose con un panorama da selfie assicurato, che cattura un pezzetto di Lago di Como e nientemeno che il Monte Rosa. Qui consiglio vivamente di fermarsi dal casaro a prendere fantastici formaggio di mucca e/o capra.

Da qui in poi, però, si fa sul serio. La strada comincia a puntare all’insù e le pendenze si fanno un po’ più “simpatiche”. In più, addio alberi: si cammina in mezzo ai pascoli, quindi se c’è il sole, vi bacerà calorosamente.

Dal Larice Bruciato al Rifugio Ombrega: discesa e panorama
Dopo un’ora dalla partenza, eccovi al Larice Bruciato (quota 1.708 metri).
Il bivio della tentazione: A sinistra si potrebbe salire al Cimone di Margno (altri 20 minuti di salita, ve la sentite?), ma noi teniamo la rotta principale seguendo le indicazioni per il Rifugio Santa Rita e il Pizzo Tre Signori.
Giratela come volete, ma il Larice Bruciato è la vostra boa di metà percorso. E adesso arriva la notizia che stavate aspettando: la salita è finita! Da qui in poi si va in modalità “crociera” con una bella e lunga discesa.

Pochi minuti di relax e si passa dalla Bocchetta di Olino (1.640m), con un bel colpo d’occhio sulla Valsassina. Continuate a scendere e, dopo mezz’ora dal Larice Bruciato (un’ora e mezza in totale), troverete un bivio:
A destra si va verso il Santa Rita
A sinistra si continua a scendere verso la nostra meta
Seguite il sentiero (sbagliare è praticamente impossibile, a meno che non camminiate a occhi chiusi) che alterna pianura e discese leggere. I cartelli svizzeri non mentono: dopo 30 minuti spaccati, ecco il Rifugio Ombrega! Gioca a nascondino fino all’ultimo, ma quando appare è una gioia, soprattutto per lo stomaco (qui si mangia divinamente!). Masticando, potete godervi la vista su Premana in lontananza.
Nota per il ritorno: La strada è la stessa, ma attenzione: non sottovalutate il rientro. Quella che prima era una comoda discesa ora sarà una salita, e il sole del pomeriggio non farà sconti. Crema solare in borsa e via andare!




